Scritto da Enrico Di Fabio per la regia di Fabrizio Catarci, "Storia di un impiegato" è il primo musical tratto dall'omonimo concept Album di Fabrizio De Andrè.
Storia di un impiegato, celebre concept album di Fabrizio De Andrè pubblicato nel 1973, racconta la storia simbolica di un impiegato che, ascoltando una canzone francese ispirata ai drammatici giorni della contestazione studentesca a Parigi, nel maggio '68, decide di opporsi al sistema che l'ha ridotto simile a un robot, preparando con le sue stesse mani una bomba che metterà al parlamento. Naturalmente sbaglia, la bomba va a scoppiare in tutt'altro posto. Arrestato e chiuso in cella, ripensa a quanto ha fatto, arrivando alla conclusione che il suo gesto era stato a priori sciocco e inutile, perché non è certo il gesto isolato che può modificare le cose nel mondo.
"...L'uomo che descrive De Andrè" dice Fabrizio Catarci, "è sommerso da ideali altrui... cerca disperatamente di capire quale è il suo al di fuori dei movimenti sociali o politici del tempo..". Un testo che "non vuole essere politico, ma descrivere i dubbi di un uomo, la sua ricerca di se stesso, i suoi sogni, l'idea favolistica di poter dare un contributo decisivo per cambiare le cose, per cambiare veramente la vita (Gaber) ".
SCHEDA SPETTACOLO
Testi e musiche: testi di Fabrizio De André, Giuseppe Bentivoglio e Roberto Dané; musiche di F. De André e Nicola Piovani
Testo di: Enrico Di Fabio
Regia di: Fabrizio Catarci
Arrangiamenti Musicali di: Giorgio Culeddu
CAST : Associazione culturale "L'Acquario" e Associazione culturale "I Saltati"
Personaggi ed interpreti: (in ordine di apparizione)
Padre – Julio Solinas
Madre – Giuliana Mangione
L'Impiegato – Fabio Rosi
La Fidanzata – Maria Elisa Barontini
Il Bombarolo – Carlo Vatteroni
E con: Flavio Chiavari, Daniela Culeddu, Monica Merla
Band: I TEMPERAFINE, con: Giorgio Culeddu (Chitarra), Costantino Galli (Basso), Mario Mochi (Batteria)
Coro: Giuseppina Catarci, Noemi Castorina, Katia Tuzi, Giuseppina Defelice
Luci e Fonica: Black Service
Supervisione di: Marco Danè
Ringraziamenti: si ringrazia la FONDAZIONE DE ANDRE' |
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