Jeff Lorber è un gigante della storia
del jazz. Di più, probabilmente proprio a lui si deve l’adozione
ufficiale del termine fusion: è infatti Lorber a
inserirlo, nel 1977, nel nome della sua band, "The
Jeff Lorber Fusion". Dal 1977 Lorber ha realizzato
ben ventidue album, ma è al tempo stesso uno dei musicisti
più impegnati nella scena jazz, avendo collaborato con i
più importanti artisti del settore. Dopo tre decadi riesce
ancora a conservare freschezza, belle vibrazioni, groove funky,
facendo impazzire i fans del contemporary jazz in ogni parte del
mondo. Con un suono delicato che mette insieme elementi di funk,
R&B, rock e jazz, Lorber ha contribuito a dar forma al genere
Fusion, (che solo più tardi sarebbe stato denominato NAC
e contemporary jazz).
Lunedì 13 dicembre al Crossroads
Live Club, Jeff Lorber vi delizierà con un quartetto
di grandissimi musicisti per una performance assolutamente imperdibile.
BIOGRAFIA
Jeff Lorber inizia a suonare il piano all’età di quattro
anni e dopo aver suonato in una serie di gruppi R&B quando era
un teenager, si iscrive al Berklee College of Music, dove cresce
il suo amore per il jazz. Il suo primo gruppo è The
Jeff Lorber Fusion con cui pubblica l’omonimo album
nel 1977 su Inner City Records. Con il contributo di una serie di
musicisti incredibili, come il batterista Dennis Bradford, Lorber
registra ben cinque album da studio. Queste prime pubblicazioni
mostrano un suono funk influenzato dal altri “praticanti”
di jazz-fusion come Herbie Hancock, Weather
Report e Return to Forever, fino a Chick
Corea (che appare su diversi cut fusion degni di nota).
Come i suoi contemporanei Lorber si esibisce con strumentazione
multi-tastiera che include pianoforte, piano Rhodes e vari sintetizzatori
analogici, spesso preferendo il Minimoog. Il gruppo diventa uno
dei più popolari in ambito jazz di quel periodo, ed è
incessantemente in tour, ottenendo anche una nomination al Grammy
nella categoria R&B con la radio hit Pacific Coast Highway.
Jeff Lorber prosegue la sua carriera come solista (dal 1982) collaborando
con il suo amico Kenny G ed il leggendario percussionista
Paulinho Da Costa, oltre ad alcuni vocalists. I
suoi album proseguono e si evolvono in una direzione smooth jazz.
Due raccolte delle sue hit sono The Definitive Collection
(2000) e The Very Best of Jeff Lorber (2002). Ad oggi Lorber
ha registrato una dozzina di album solisti, tra i quali il più
recente Flipside è stato nominato per un Grammy
Award nella categoria Best Pop Instrumental Album.
Eric Marienthal sassofonista fusion e smooth jazz,
inizia la sua carriera nel 1980, entrando dopo pochi anni a far
parte della Chick Corea Electric Band, con la quale
registra sei CD. Successivamente ha collaborato con Elton John,
Barbra Streisand, Billy Joel, Stevie Wonder, Dionne Warwick, Burt
Bacharach, Aaron Neville, Johnny Mathis, Dave Grusin, Lee Ritenour,
David Benoit, The Rippingtons, Gordon Goodwin's Big Phat Band, Patti
Austin, Lou Rawls, David Lee Roth, The Yellowjackets, B.B. King,
Ramsey Lewis, Patti Labelle, Olivia Newton-John. Info: www.ericmarienthal.com
Victor Bailey eclettico bassista ha collaborato
con Omar Hakim, Sonny Rollins, Miriam Makeba, Larry Coryell, Lenny
White, Mike Stern, Dennis Chambers, Poogie Bell, Michael Brecker,
LL Cool J, Kenny Garrett, Jim Beard, David Gilmore, Madonna, Mary
J Blige, Steps Ahead, Sting, Hamiet Bluiet, Olu Dara, Don Alias,
Sadao Watanabe, Michael Urbaniak, Ursula Dudziak, Roy Haynes, Tom
Browne, Bobby Broom, Kenny Kirkland, Bernard Wright, Donald Blackman,
Rene McClean, Kevin Eubanks, Tommy Campbell, Kenwood Dennard, Delmar
Brown, Najee, Bennie Maupin, Patrice Rushen, Rayford Griffin and
Nick Smith, Scott Peaker and David Fiuczynski ed è stato
l'ultimo bassista dei Weather Report.
Info: www.victorbailey.com
Sonny Emory, conosciuto soprattutto
per la sua militanza pluriennale negli Earth Wind and Fire,
ha prestato le sue bacchette a Steely Dan, David Sanborn, Lee Rtineour
e B-52.
Info: www.myspace.com/sonnyemory
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