HENDRIXIANA:
OLTRE LA LEGGENDA

a cura di Guido Bellachioma

Ore 11.25 del 18 settembre 1970, Jimi Hendrix, "chitarrista moderno" per eccellenza, muore in circostanze misteriose all'ospedale londinese St Mary's Abbot. Fine di un'epoca, che lascia molti rimpianti e punti interrogativi senza risposte. L'universo musicale non sarebbe stato più lo stesso dopo l'uragano Hendrix. Nessun chitarrista, pur se in possesso di doti tecniche superiori, avrebbe dato un'altra scossa innovativa di tale intensità all'evoluzione tecnico-stilistica di questo strumento. L'artista di Seattle ha rivoluzionato il modo stesso d'intendere la chitarra e ha consegnato la Fender Stratocaster al mito. Jimi Hendrix avrebbe potuto dare molto di più al pentagramma contemporaneo se una morte prematura non l'avesse portato via... ma, in effetti, esiste una morte matura? Sebbene la sua carriera abbia ricordato per intensità e brillantezza una meteora, Hendrix è ugualmente riuscito a raggiungere livelli espressivi inimmaginabili prima del suo avvento.

La fusione del blues al rock e alla psichedelia, anticipatrice dell'attuale stagione del più vitale crossover, in lui ha trovato una delle massime espressioni di sempre, sia dal vivo sia in studio. L'immaginario collettivo, però, lo identifica con l'eroe incendiario del festival di Monterey, con l'interprete blasfemo dell'inno americano a Woodstock, col chitarrista irruento dell'Atlanta Pop Festival, nonostante l'incisione di lavori di concezione ardita come Are You Experienced? o Electric Ladyland, che, malauguratamente, rischiano di passare in secondo piano rispetto alla spettacolarità della sua figura. Tra qualche mese ci sarà il 68° anniversario della sua nascita (27 novembre 1942) e per ricordarlo in anticipo scrivo qualche riga. Probabilmente l'artista non avrebbe fatto le medesime scelte di vita se avesse saputo che presto sarebbe sfuggita totalmente al suo controllo. Non avrebbe accettato le ciniche regole del music business solo per finire appeso alle pareti delle linde camerette di brufolosi 15enni sotto forma di poster, magari accanto a Jim Morrison, Che Guevara, Janis Joplin o lo Zio Sam (tanto la fruizione di personaggi così diversi non cambia, dato che il perverso meccanismo estetico-celebrativo è il medesimo). Nonostante gli atteggiamenti da star, spesso insopportabili, il chitarrista americano era più vittima inconsapevole che divo cosciente. Uno psicologo potrebbe affermare che gli eccessi d'ogni tipo gli servivano per nascondere paurose insicurezze e croniche mancanze affettive. Vero? Falso? Chi può dirlo con sicurezza? L'unica cosa inconfutabile rimane la musica da lui composta, soprattutto in compagnia dell'Experience, Mitch Mitchell alla batteria e Noel Redding al basso, ma anche la Band of Gypsys ha fatto un album straordinario, pur se sottovalutato.

James Marshall Hendrix, nato col come di Johnny Allen, poi cambiato nel 1946 all'anagrafe per volere del padre, scrisse alcune delle pagine più belle dell'intero 900: viscerali, sanguigne e, quasi incredibilmente, spontanee, nonostante le pesanti manipolazioni di manager, case discografiche, abusi di droghe e approfittatori d'ogni tipo. In nemmeno quattro anni di carriera discografica effettiva - senza calcolare le incisioni pre-Experience, nella maggior parte dei casi prive di valore, se non per quello puramente storico/documentativo - ovvero dalla costituzione del mitico trio, 12 ottobre 1966, alla sua inopinata scomparsa, lascia una serie di lavori d'emozionante bellezza, forse non perfetti ma proprio per questo vicini a "baciare il cielo" (un suo album postumo del 1984 sarebbe stato appunto intitolato Kiss The Sky).

 

 



 

 

 

DISCOGRAFIA SELEZIONATA
il numero di catalogo si riferisce all'edizione americana,
ovviamente in vinile, tranne ove espressamente indicato

Are You Experienced? - Reprise RS 6261 (1967)
Axis: Bold As Love - Reprise RS 6281 (1968)
Electric Ladyland - Reprise 2RS 6307 (1968)
Band Of Gypsys - Capitol STAO 472 (1970) - dal vivo
Cry Of Love - Reprise MS 2034 (1971)
Raimbow Bridge - Reprise MS 2040 (1971)
In The West - Reprise RS 2049 (1972)