IL RITORNO DEL PINGUINO
a cura di Paolo Carnelli

Era stato annunciato qualche tempo fa, e finalmente si è materializzato: a trentaquattro anni di distanza da Io sono Murple, pubblicato su etichetta BASF nel 1974, è stato da poco pubblicato il nuovo e secondo album dei Murple, intitolato Quadri di un’esposizione. Il cd, edito da BTF (AMS 145 - 2008) nella consueta e curatissima confezione in formato mini lp, vede protagonisti tre dei quattro componenti originali: Pier Carlo Zanco (tastiere, piano, voce), Mario Garbarino (basso) e Duilio Sorrenti (batteria).

L’impianto complessivo del lavoro è basato sui Quadri del pittore Victor Hartmannn, gli stessi che hanno ispirato anche il compositore russo Musorgskij nella sua celebre scrittura pianistica, poi orchestrata da Ravel e proiettata in ambito rock da Keith Emerson. Si tratta, è bene sottolinearlo, di una serie di brani completamente nuovi e non di un semplice rifacimento di materiali pre-esistenti, dieci nuovi “quadri” in cui ritroviamo il sound inconfondibile del gruppo romano.

In effetti al primo ascolto quello che colpisce di più è la freschezza delle composizioni, in gran parte strumentali, tutte avvolte in un velo naïf che rimanda direttamente alle atmosfere del 1974. Persa per strada la chitarra elettrica di Pino Santamaria, i Murple in formazione trio sono ancora più legati alle sonorità e alla vena compositiva di Pier Carlo Zanco, musicista molto preparato non solo tecnicamente ma anche culturalmente, come testimoniano le sue esperienze nell’ambito della musica classica, barocca e medievale: le sue tastiere vintage sono infatti le grandi protagoniste dell’album, e se l’approccio complessivo può a tratti (quasi inevitabilmente) rimandare ad ELP (vedi gli efficaci strappi di synth de Il vecchio castello o la fanfara de Il Balletto dei pulcini nei loro gusci), gli inserti di violini, cori e le parti cantate conferiscono al tutto una dimensione originale.

Una menzione particolare la merita anche la bella e divertente copertina di Nicoz Balboa che richiama nello stile quella del debut album del 74.