IL
PRIMO VOLUME DI
MAURIZIO SOLIERI...
Non c'è bisogno di una lunga e dettagliata descrizione per
spiegare chi è Maurizio Solieri. Se leggete
questo magazine, chi è lo sapete benissimo: trent’anni
e più con Vasco, come chitarrista ed autore, una lunga avventura
con la Steve Rogers Band, i Class, il disco con Proce, tanti concerti
in giro per l’Italia. E ora una nuova avventura: il suo primo
disco solista...
D: Il 12 marzo è uscito il tuo disco solista.
Iniziamo dal titolo: perché Volume I?
R: E’ un titolo autoironico, che vuole citare
i grandi titoli dei grandi dischi classici del rock come The
great songbook, Rock’n’roll classics e
appunto le opere prime spesso chiamate Volume one
D: Il disco contiene dieci canzoni. Cosa troveranno
dentro i tuoi fans? Rock... e poi?
R: Troveranno tutti brani scritti da me che omaggiano
i grandi gruppi rock con cui sono cresciuto come Zeppelin e Aereosmith,
il blues di Gary Moore ed Eric Clapton e la musica acustica di Sting
e dei Pink Floyd
D: Nel disco ci sono importanti collaborazioni.
Vuoi ricordare qualche nome?
R: Andrea Innesto nel brano Every little thing,
Michele Luppi che ha scritto i testi in inglese e ha duettato qua
e là, Molinari, Tedeschi e Leoncini alle batterie, Biancani,
Bignardi e Venieri alla consolle
D: Lo scorso dicembre hai aperto i concerti italiani
dei Deep Purple. Che ricordi hai di quell’esperienza?
R: Grande esperienza, dove siamo stati apprezzatissimi
dal pubblico e dallo staff inglese e tedesco dei Deep
D: Il disco solista è un nuovo, importante
tassello nella tua attività di musicista. Il progetto Steve
Rogers Band invece come procede?
R: Per adesso il mio progetto solo ha la priorità,
per un anno almeno non farò altre cose
D: Da ottobre sei in giro con Vasco per un nuovo
tour. Per certi versi un ritorno all’antico, visto che Rossi
e la sua band era da molti anni che mancavano dai palasport. Le
tue impressioni dopo le tappe di Mantova, Pesaro, Ancona, Caserta
e Milano?
R: Posso dirti che tutti noi preferiamo i palasport
agli stadi, troppo dispersivi e con un pubblico spesso delirante
D: Un’ultima domanda. Possiamo sperare di
ascoltare, in un futuro non troppo lontano, qualche nuova canzone
firmata “Solieri-Rossi”?
R: Questa è una domanda da rivolgere al
sig. Rossi...
L'intervista è tratta dal blog di Maurizio Solieri - blogs.myspace.com/mauriziosolieri
|